Lo spazio di Carlo

Per il Babbo, Per Carlo, Per tutti voi

Quando mi è stato chiesto di ricordare chi fosse il Babbo e quanto avesse voluto dire per lui l’associazione, ho detto subito si!

Adesso in questo 2020 così caotico mi rendo conto di essere stato un po’ frettoloso, sarà per questo che scrivo queste parole a quasi un anno dalla sua scomparsa.

Il babbo avrebbe potuto essere benissimo uno dei personaggi del famoso film di Monicelli Amici Miei. Trovava sempre la parte ironica del tutto, che fosse una piccola cosa come uno starnuto o che si trattasse di un macigno enorme come un Melanoma. Forte e determinato, se pur pessimista. Certo la vita l’ha messo a dura prova tantissime volte, forse la più grande con la morte di Andrea, suo figlio, mio fratello.

Quel fatto l’ha sicuramente cambiato (io prima non lo conoscevo, ovviamente), ma ho rivisto negli ultimi giorni della sua vita, tutto il suo dolore e tutto quello che ha significato per lui e la mia famiglia quel fatto.

Quella del Babbo una vita comunque passata a cercare, nonostante tutto, di far ridere gli altri e di ridere della vita. Quante volte l’ho sentito raccontare barzellette, quanti scherzi a parenti e amici.

Ed è stato così sempre anche nella malattia, non ricordo una volta che in reparto a Siena non abbia scambiato una battuta con qualcuno, persino al pronto soccorso il primo di dicembre duemila diciannove, quando è iniziata la fine abbiamo trovato lo spazio per una risata. In quella ironia c’era tutto l’altruismo che lo caratterizzava, incaricarsi di aiutarci ad affrontare l’inaffrontabile.

Ricordo anche quando parlammo per la prima volta dell’associazione AQUATTROMANI non gli sembrava possibile che potesse esserci un “ente di volontari” che offriva una così importante assistenza a tutti coloro che già provati da malattie di questa gravità avevano anche bisogno di supporto logistico e non solo. Per noi era relativamente semplice, Prato-Siena non era una gran distanza, ma proviamo a pensare a chi viene ad esempio dalla Calabria o da altre regioni.

Devo ringraziare l’associazione, perché in buona parte è merito della caparbietà con la quale mio padre prendeva a cuore le cose se la prima guarigione (la più evidente e importante) è arrivata. Aveva promesso che avrebbe fatto il cammino di Santiago e che avrebbe portato con sée fatto conoscere al mondo, il reparto di Oncologia di Siena e l’Associazione e così è stato. Durante quel cammino non ci siamo sentiti con frequenza, siamo fatti un po’ così in famiglia, ma il destino volle che lo chiamassi proprio mentre entrava nella piazza di Santiago, sentivo il suo affanno dovuto al lungo cammino, anche se non ero lì, lo vidi girare l’angolo della “calle” e vidi con lui la Cattedrale. Per questo momento posso solo ringraziare voi e il reparto di Siena. Conserviamo gelosamente in famiglia quella maglietta, che racconta molto bene quello che mio Babbo è stato.Caparbio, determinato, discreto, libero!

A tutti voi che state affrontando la malattia, che sia un Melanoma o che non lo sia, dico di farvi forza, di affidarvi alle MANI di questa Associazione e a quelle di tutto il personale del reparto di Oncologia senese. Se riuscite sorridete, se non riuscite almeno provateci. I tumori esistono e l’unico modo per batterli è affrontarli con determinazione e ottimismo.

Un abbraccio
Gianluca